GuidaWeb Angelo Branduardi

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“Dona dona” Canto ebraico degli oppressi

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La violenza sembra geneticamente appartenere alla razza umana, espressione di tutta la sua miseria: è nella forma cinica, ed esiste solo nell’Uomo, e in nessun altro animale finora conosciuto. Quando si ammazzano gli innocenti, quando li si brutalizza e li si annienta ci si dovrebbe interrogare sulla nostra reale natura, e nessuno si dovrebbe sentire assolto. Questo è l’Olocausto.

Guernica, Pablo Picasso - 1937

Guernica, Pablo Picasso - 1937

“Dona dona” è un canto disperato, sommesso, di chi va alla martirio, come un agnello sacrificato. L’agnello in questo caso rappresenta Israele, ma potrebbe essere Guernica, potrebbe rappresentare un campo Rom, un ghetto qualsiasi di una minoranza qualsiasi, potrebbe rappresentare un campo Pellerossa, il
recente Ruanda, oppure il genocidio di Armenia di inizio ‘900, che sembra abbia ispirato quel brav’uomo di Hitler a concepire i campi di sterminio…
Questa versione di “dona dona”, interpretata da Angelo Branduardi, è stata registrata in un concerto a Ginevra, nel 2002. Le parole sono quasi sussurrate, come il dolore che dignitosamente non viene esposto, rimane un fatto intimo: vero dolore.

 “Dona Dona”.  Live a Ginevra, nel 2002.

 

Dona dona

On a wagon bound for market;
there’s a calf with a mournful eye.
High above him, there’s a swallow
Winging swiftly through the sky.

How the winds are laughing:
They laugh with all their might.
Laugh and laugh the whole day through;
and half the summer’s night.

Dona, dona dona dona
Dona dona dona do
Dona dona dona dona
dona dona dona do

Stop complaining said the farmer
Who told you, a calf to be?
Why don’t you have wings to fly with
Like the swallow so brave and free?

How the winds are laughing
They laugh with all their might
Laugh and laugh the whole day through
And half the summer’s night.

Calves are easily bound and slaughtered;
Never knowing the reason why,
But whoever treasures freedom;
like the swallow has learned to fly.

How the winds are laughing
They laugh with all their might
Laugh and laugh the whole
day through And half the summer’s night.

Dona..Dona..dona dona dona dona
Dona dona dona do
Dona dona dona dona
Dona dona dona do!

Dona dona

Dentro un carro ben legato un capretto al macello va.
Alto in cielo sopra i tetti vola la rondine in libertà.
Come ride il vento nel cielo dell’estate.
Come son tristi le bestie incatenate.

Dona dona dona dona
Dona dona dona don.
Dona dona dona dona
Dona dona dona don.

“Su, non piangere”, dice l’uomo, “tu ti devi rassegnar,
non hai ali per volare, non puoi viver in libertà”.
Come ride il vento nel cielo dell’estate.
Come son tristi le bestie incatenate

I capretti son legati, macellati con crudeltà,
e chi vuol viver libero farsi rondine dovrà.
Come ride il vento nel cielo dell’estate.
Come son tristi le bestie incatenate

Dona dona dona dona
Dona dona dona don.
Dona dona dona dona
Dona dona dona don.

 

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Written by mikimeta

ottobre 15, 2008 a 4:55 pm

Pubblicato su Iniziative

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Una Risposta

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  1. Una delle più belle canzoni in assoluto!!! E NON SOLO nel campo ebraico, ma di tutti i tempi!

    Ted

    dicembre 1, 2011 at 3:23 pm


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