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Divina Commedia, Paradiso, Canto XI

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Le parole di Dante sono musica nella musica di Branduardi, sono parole di commossa e pura poesia. Non hanno bisogno di spiegazioni, ma forse di qualche approfondimento.

"Ritratto di Dante" c.1495 - Alessandro Botticelli (1445 -1510)

Nel Canto XI del Paradiso, con parole di grande ammirazione, S.Tommaso traccia a Dante un quadro delle grandi virtù di S.Francesco.
Inizia con versi densi di minute descrizioni geografiche e storiche della posizione di Assisi, città dell’Umbria posta tra le valli del Tupino e del Chiascio, volta verso la Porta Sole di Perugia, attraverso la quale la città riceve il calore estivo ed il freddo invernale.
Il fiume Chiascio, scende dal monte Ausciano, sopra Gubbio e in quei luoghi il beato Ubaldo Baldassini, diventato in seguito vescovo della città, si ritiro’ in eremitaggio durante la giovinezza.Le città di Gualdo Tadino e di Nocera Umbra, piangono invece la loro infelice posizione geografica in quanto sorgono sulla parte opposta di Perugia, dietro il monte Subasio che incombe su di loro.
Dove il pendio è più dolce, nacque Francesco, un sole, che S.Tommaso paragona al sole del cielo in cui lui si trova, quando sorge dal Gange ovvero dalla parte più orientale del mondo, durante l’equinozio di primavera, quando la luce è più luminosa.
Francesco e Povertà sono gli amanti la cui concordia, il lieto aspetto, l’amore, la dolce contemplazione, furono di esortazione per gli altri, primo tra tutti, Bernardo di Quintavalle,un nobile che, sull’esempio di Francesco, distribui’ le sue ricchezze ai poveri diventando il primo discepolo del Santo. E segui’ Francesco con tanto ardore, che pur correndo, gli parve di aver tardato a raggiungere la serenità della vita ascetica.
L’essere figlio di Pietro Bernardone, di famiglia umile, benchè ricca e l’aspetto da povero mendicante, non costrinsero Francesco ad abbassare gli occhi per vergogna di fronte al pontefice Innocenzo III, quando con fermezza e dignità, chiese il consenso alla sua dura regola. Il papa gli concesse il primo sigillo, ovvero il segno di approvazione e l’Ordine francescano si diffuse in breve tempo, ma S.Tommaso afferma che “la mirabile vita del Santo è più degna di essere cantata dai cori celesti nell’Empireo, che qui, dalla povera parola del biografo” (Sapegno).
Cerco’ il martirio in Oriente, dove predico’ la parola di Gesu’ e dei suoi apostoli, ma solo&#nbsp;sul monte della Verna, tra la valle del Tevere e dell’Arno, ricevette l’ultimo sigillo da Cristo: le stimmate.
Quando, infine, Dio che lo amo’ cosi’ tanto, decise di concedergli il premio della vita eterna che si era meritato con la sua umile vita terrena, Francesco raccomando’ ai suoi seguaci di amare fedelmente la Povertà e torno’ nel Regno dei Cieli senz’altra bara che il suo corpo.

Sentendo avvicinarsi la fine, Francesco chiese infatti ai suoi fratelli, di essere trasportato alla Porziuncola, la piccola cappella in cui era solito pregare, di essere spogliato e deposto sulla nuda terra. Con questo atto, confermo’ la sua totale dedizione alla povertà evangelica.

Alessandra Mazzucco

Album: L’infinitamente Piccolo – 2000

 

Testo consultato: “La Divina Commedia – Paradiso” Dante Alighieri
a cura di U.Bosco e G.Reggio Ed.Le Monnier

 

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© 2005 GuidaWeb Angelo Branduardi

 

Written by mikimeta

ottobre 20, 2008 a 7:53 pm

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