GuidaWeb Angelo Branduardi

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Senza Spina”, acustiche emozioni… E scusate l’anticipo.

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Senza Spina, tre inediti che rappresentano un prosieguo e un omaggio a un capolavoro uscito troppo presto, oltre vent’anni fa. Ed Angelo ne ripropone, dopo oltre due decenni, delle meravigliose versioni live. Quasi a volerci dire: “Scusate l’anticipo”

Copertina dell'album

Copertina dell'album

Angelo Branduardi ha sempre avuto un problema: precede i tempi, come se il tempo attuale non gli appartenesse. E’ come quell’amico che si presenta ad un appuntamento prima dell’ora stabilita e ci trova ancora svestiti, senza cravatta, insomma impreparati.
Quando nel bel mezzo dei “famigerati” anni 80, nei quali si proponeva solo musica elettrica, si scaldavano i microchips, si sperimentava l’elettronica, Angelo Branduardi se ne uscì con un lavoro assolutamente atipico: “Branduardi canta Yeats” e un tour omonimo, tutto rigorosamente acustico.
Il termine “unplugged”, “senza spina” appunto, nemmeno si conosceva e Angelo fu un precursore, in verità poco capito, come spesso succede in questi casi, a tal punto e quel lavoro da alcuni venne quasi visto come una sorta di provocazione. Eppure quel disco , “Branduardi canta Yeats“, dopo più di vent’anni, puo’ essere considerato insieme a “Creuza de Ma” di Fabrizio De Andrè, tra le più belle pagine della musica italiana di quell’intero decennio. Ogni vero Branduardiano ha tra gli scaffali questo album miracoloso, evocativo nei suoni, visionario nei testi di William Butler Yeats, tradotti alla lettera da Luisa Zappa.
La cosa incredibile è che sembrano versi scritti per la musica, e non viceversa.

Per questi ed altri motivi “Senza Spina” non puoì prescindere da “Branduardi canta Yeats” uscito nel 1986. Quale modo migliore per “staccare la spina”, uscire per un po’ da questo mondo che ci ritroviamo e che ci circonda, entrare in una dimensione quasi onirica? Ascoltare per credere.
E le sonorità e gli arrangiamenti dei tre inediti, curati dall’amico e compagno di sempre Maurizio Fabrizio , quasi a sugellare lo spirito”acustico” dei live. Il primo è “il denaro dei nani”: Il denaro dei nani in fumo finirà, il denaro dei nani non conta niente.
Nessuno prima d’ora si era ispirato per una canzone alla crisi economica che affligge il mondo intero… soprattutto, nessuno avrebbe mai e poi mai immaginato che questa canzone sarebbe stata concepita da un artista come
Angelo Branduardi.
MI direte: “Ma come, proprio lui? Il folletto menestrello con la testa tra le nuvole? Non è quello che si nutre soltanto di muschi e licheni? Non è quello che se ne esce con favolette come quelle del topolino comprate in una fiera, e di pulci acquatiche, o che ci fa sognare e all’occorrenza meditare con laude, uccelli e paludi di Francescana memoria?
La favola ha un potere di entrare nel nostro animo con un sorriso e con stupore, con quella leggerezza disarmante, lasciandoci a volte dei residui di verità, quelle verità mai dette, mai enunciate, ma proclamate, certe volte scomode.. Perchè nelle favole, nelle filastrocche, le verità sono nascoste, mimetizzate nelle parole, semplicemente perchè sfuggono spesso anche allo stesso cantastorie. Il Trovatore non sarà mai un profeta, il Trovatore racconta, non insegna… Spesso racconta ciò che di sè non sa e che si cela nel proprio ed altrui incoscio. Cerca e regala emozioni, solo emozioni. E allora chi ha cuore per sentire, scorge certi significati, sennò va bene lo stesso, c’è la storiella da ascoltare e poi da dimenticare, o da raccontare. Semmai.
E poi il Tempo. Il Tempo che passa inesorabile, o che è già passato. Come “La Tempesta” che quando si allontana porta una quiete inquieta, una “pace terrificante”, direbbe Faber. E allora che ritorni pure il vento che ci sperde nella notte ma ci porta a guardare le stelle, e vivere. “Ma se la vita è tempesta, allora tempesta sarà”. E ancora in “Cara rimani”, il terzo inedito: “Cara rimani, ora che il tempo è andato, ci resterà la sera per fare i conti col nostro passato”
Questo ed altro è “Senza Spina”, 14 tracce sincere, piccole isole in questo mare nero, oasi di contemplazione nei testi di Luisa Zappa e di visionari orizzonti nei versi di William Butler Yeats. Basta una cuffia, un po’ di tempo e un po’ di calma per trasferirci nella nostra Innisfree, l’isola sul lago. Non importa se poi ci risvegliamo tra echi di cronaca nera, di reality show, di fattori x, di altre fiere del nulla del denaro dei nani, e del tesoro della grotta: “Conta che io canto”. E allora: cantacele ancora, Angelo. Ne abbiamo davvero bisogno, tutti.

I musicisti del Tour del 1986:

Angelo Branduardi Violino, chitarre , flauti.
Bruno de Filippi Armonica a bocca, strumenti a plettro
Maurizio Fabrizio Chitarre.
Josè de Ribamar  “Papete” Percussioni

I musicisti dei brani inediti sono:

Angelo Branduardi Violino
Gigi Cappellotto Basso elettrico
Maurizio Fabrizio Pianoforte e chitarre
Lele Melotti Batteria e percussioni

Senza Spina (2009)
Sottosopra S.r.l. – Lungomare S.r.l. Distribuito da EMI


Track List
1. Il denaro dei nani
2. La tempesta
3. Cara, rimani
4. La Lune (La Luna)
5. Tanti anni fa
6. Gulliver
7. Sous le tilleul (Sotto il tiglio)
8. Il cappello a sonagli
9. La canzone di Aengus, il vagabondo
10. Un aviatore irlandese prevede la sua morte
11. Nel giardino dei salici
12. Innisfree, l’isola sul lago
13. Enfant clandestin (Ninna nanna)
14. O Sole mio

 Link Correlati:

L’Album “Senza Spina” Sulla GuidaWeb

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Written by mikimeta

aprile 5, 2009 a 12:41 am

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